CI SONO COLORO CHE GUARDANO LE COSE COME SONO, E SI CHIEDONO PERCHE'... IO SOGNO COSE CHE NON CI SONO MAI STATE, E MI DOMANDO PERCHE' NO. (Robert Kennedy)

lunedì 28 febbraio 2011

SERENA


Il primo mese di servizio civile è trascorso così velocemente da non

riuscire a fermarmi un attimo e riflettere su tutto ciò che è successo, e

che in me ha suscitato. Ho scelto di passare un anno a CasaBlu per vari

motivi, alcuni più personali e intimi, oltre al fatto che sono sempre
stata incuriosita dalla dimensione della disabilità. Qualche esperienza di
volontariato con bambini disabili mi aveva insegnato molto, permettendomi
di maturare sotto molti aspetti, anche professionali. Non avendo mai avuto
invece esperienze di volontariato con adulti disabili, ero curiosa di
vedere come un individuo affronta, si adatta per certi versi, e accetta
una condizione che ormai vive da tanti anni. Ad oggi, nonostante sia
ancora poco il tempo trascorso, posso tirare un po’ le somme di questa
prima fase.
Non starò qui a dire che è tutto “rose e fiori”, che è tutto facile e
bello. Credo invece che la disabilità sia ad oggi un mondo inesplorato,
complesso, difficile, oscuro, ma anche stupendamente sorprendente.
Sorprendente perché non tutti si aspettano quello che in realtà vivi, nel
quotidiano. Attimi di assoluta normalità che ti proiettano in una realtà
altra, diversa da quella che l’immaginario ti propone, e impone. Negli
occhi, nelle battute, nei sorrisi di ognuno degli abitanti di CasaBlu,
c’è la quotidianità, la serenità e la tenerezza delle giornate di ognuno
di noi. Si tratta di persone straordinariamente capaci di compiere la
maggior parte dei gesti quotidiani. L’autonomia che molti di loro hanno e
che, seppur in forme e modi diversi, mostrano inorgogliti, mi ha da subito
sorpresa e affascinata. Nei loro occhi leggo tanta voglia di fare, di
comunicare con noi che siamo lì e col mondo esterno in generale, ma anche
a volte la tristezza nel rendersi conto dell’impossibilità di farlo.
La disabilità porta con sé un fardello troppo pesante da sopportare, se
lasciati soli. Entrando a CasaBlu mi sono resa conto che, al di là
dell’aiuto delle case famiglia, ben pochi sono quelli forniti dalla
società esterna. Basti pensare alle barriere architettoniche. In un solo
mese, mi sono resa conto di quanto sia difficile spingere una carrozzina
per le strade di Roma. Marciapiedi troppo stretti, pieni di buche, scivoli
inesistenti o ostruiti da macchine parcheggiate selvaggiamente dove
capita… Non è facile cercare la normalità nelle uscite quotidiane, se poi
la società stessa non ti mette nelle condizioni di sentirti come gli
altri, di poter godere di una bella giornata di sole, magari al bar o al
parco, perché non “attrezzati” per le tue esigenze. Ecco, la difficoltà
nell’accompagnare i ragazzi in giro e tirarli fuori dalla routine delle
loro giornate, è forse quello che più mi ha fatto rabbia. Guardare la
vita, la società e gli altri con i loro occhi, vi assicuro, non è facile
ma io sto cercando di farlo e devo dire che non è una bella visione.
Quello che vorrei fare, in quest’anno di servizio civile, è migliorare
queste loro visioni attraverso un cambiamento nel modo in cui noi tutti
affrontiamo la questione della disabilità. Non sarà un’impresa semplice,
ma certamente da qualche parte bisogna pur iniziare
Serena

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